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Nuovo messaggio 23/09/2010 9.33
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Re: La politica 
Modificato Da federico  in 23/09/2010 10.00.08)

Fantastico! Ieri sera arrivo a casa e mi trovo nella cassetta della posta l'ultimo volantino della Lega Nord. Guardo bene a chi appartiene e leggo:" Lega Nord, Strada dell'Alpo 7, Verona". Mi chiedo cosa c'entri con Lavagno...

Proseguo e mi rendo conto che in realtà è la sezione di Lavagno che scrive. Argomento: aumento di 5 euro a bambino per il trasporto scolastico, aumento di 1 euro per le scuole materne.

Mi vien subito da ridere, vista l'entità delle cifre. Poi penso: "Forse sotto c'è qualcos'altro. Bisogna che legga le delibere". Ho letto le delibere ed è così come descritto dalla Lega di Lavagno, mi pare.

Aumenti esorbitanti e comportamento sbeffeggiante da parte dell'Amministrazione in carica di fronte alle accese proteste leghiste!

Nelle delibere che riporto i due rappresentanti della Lega hanno votato contro.

Perchè, invece, nella delibera che raddoppia i costi degli oneri di urbanizzazione (delibera Consiglio n.63) si sono solo astenuti? Lì non si parla solo di pochi euro, ma di centinaia.

 

Per vedere le delibere di Consiglio n.66, 67, 68 sulle scuole materne di Lavagno, clicca qui.

 

 

 

 
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Nuovo messaggio 29/10/2010 10.23
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Re: La politica 

In questi giorni ci sono state tre assemblee pubbliche a Lavagno, indette dall'Amministrazione.

Purtroppo non sono riuscito a partecipare, l'informazione è arrivata troppo tardi.

Se qualcuno volesse riportare un riassunto degli argomenti trattati, farebbe un bel gesto. Grazie.

 
Nuovo messaggio 26/12/2010 9.55
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Re: La politica 
Modificato Da federico  in 26/12/2010 10.56.36)

Grave episodio di razzismo ad Illasi. Talmente grave che ho deciso di parlarne su Lavagno.it, anche perchè Illasi dista solo 5-6 km dal nostro comune.

Restituisce il premio in denaro e al Gran Galà cala il gelo

ILLASI. Botta e risposta tra Alberto Fabris e l'assessore leghista Paolo Fasoli sul «no» all'aiuto a una signora straniera
Lo studente: «Date i miei 200 euro alla famiglia, vanno condannate le scelte razziste»; Fasoli: «Prima la tutela di chi è veneto e illasiano»

24/12/2010

 

Gran Galà del Premio Illasi con un fuori programma che ha movimentato la scena prenatalizia e l'atmosfera di buoni sentimenti che di solito accompagna questo genere di manifestazioni, quando vengono premiati cittadini illustri per meriti culturali, sportivi o imprenditoriali o coppie che hanno passato il mezzo secolo di vita matrimoniale.

Quand'è stato il turno di Alberto Fabris per ritirare la busta del premio con 200 euro e il diploma di encomio per il massimo dei voti conseguito alla maturità classica, questi ha preso la parola ringraziando l'amministrazione. «Felice di onorare il mio paese facendo del mio meglio», ha esordito, ma non ha evitato di accennare a un fatto che ha definito «gravissimo ed estremamente preoccupante». In una delibera di giunta di ottobre, che assegnava un contributo a favore di una persona in forte stato di indigenza, gli assessori in quota alla Lega nord, Paolo Fasoli ed Elena Colognato, davano voto contrario mettendo a verbale che «l'oggetto della delibera va contro i principi morali, etici e ideologici del movimento che noi rappresentiamo» e dichiaravano di impegnarsi per un regolamento che preveda erogazione di contributi solo ai residenti a Illasi da almeno cinque anni. «Criterio per ricevere sostentamento dunque», ha proseguito Fabris, «non sarebbe l'effettivo bisogno, ma una sintomatica "illasianità", una discriminazione consapevolmente motivata in termini morali, etici e ideologici che ha un nome preciso: razzismo».
Disgustato dal fatto che l'amministrazione non abbia preso posizione, Fabris ha tenuto per sé solo il diploma e ha restituito al vicesindaco Bruno Zambaldo, che lo aveva premiato, la busta con il denaro, chiedendo che la cifra venga destinata alla signora in difficoltà. Applausi hanno accolto la dichiarazione del giovane, che è tornato al suo posto, ma applausi ci sono stati anche per l'assessore Fasoli, che chiamato a sua volta a premiare altri cittadini non ha perso l'occasione di rispondere a quello che ha definito «l'amico comunista che ha trasformato un giorno di festa in un comizio». Fasoli boccerebbe di nuovo la delibera: «perché prima dobbiamo pensare ai veneti, ai veronesi e agli illasiani».
Il sindaco Giuseppe Vezzari, a fine cerimonia, ha sottolineato il valore della famiglia, da cui nascono le eccellenze che il Comune ha premiato: «C'è stata qualche nota stonata», ha aggiunto riferendosi allo scambio Fabris-Fasoli, «perché ci sono momenti in cui devono prevalere la concordia e la comunità viva», ha concluso interrotto dall'applauso, «e perdonate i limiti umani, ma credetemi, lavoriamo per la concordia della nostra comunità». Condividendo le considerazioni di Fabris, anche Mauro Marconcini, tra i premiati per un premio di poesia, si era autoescluso comunicandolo con una lettera al sindaco in cui riteneva prematuro il riconoscimento per la sua carriera di poeta. «Mi sarei piuttosto aspettato di essere citato per il premio ricevuto come maestro del lavoro per i 40 anni esercitati come commerciante e rappresentante di categoria», ha precisato in seguito.
Al di là di questi momenti da nervi scoperti, la manifestazione ha avuto comunque il successo che merita per l'attenzione che l'amministrazione dimostra verso i concittadini. Lo spettacolo è stato garantito alla bravura della pianista russa Elena Bruk, che ha accompagnato il cantante Orazio Ragusa in un vasto repertorio di brani degli anni Quaranta, impreziositi dalle coreografie di ballo di Sergio Azzolini e della moglie Ornella Lombardi.

Vittorio Zambaldo

 
Nuovo messaggio 17/01/2011 7.06
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Re: La politica 

Lavagno. La decurtazione graverà sulle cosiddette «spese correnti»

Dallo Stato arrivano 143mila euro in meno

Giuseppe Corrà

Il sindaco: «Effetto negativo del patto di stabilità»

  • Lunedì 17 Gennaio 2011
  • PROVINCIA,
  • pagina 21

Per il Comune di lavagno il 2011 conta 143mila euro in meno. A tanto ammonta infatti la decurtazione dei trasferimenti finanziari stabilita nell'ultima manovra finanziaria varata dal Governo centrale.
La cifra è stata resa nota dall'assessore al bilancio Stefano Ridolfi che ha voluto mettere al corrente della reale situazione tutti i cittadini di lavagno. Si tratta di un pesante taglio di fondi che viene imposto anche se il Comune nel 2010 aveva rispettato il patto di stabilità. Quest'anno lo Stato trasferirà dunque circa il 12% in meno dei fondi che il Comune aveva ricevuto l'anno scorso: una significativa mancanza che andrà a colpire il capitolo delle cosiddette spese correnti.
Considerando che quest'ultime sono formate essenzialmente da uscite poco o per niente comprimibili (gli stipendi del personale dipendente, le spese necessarie per il funzionamento degli edifici pubblici, le scuole, le mense, il trasporto scolastico, la pubblica illuminazione, la gestione degli impianti sportivi, la raccolta rifiuti, la manutenzione aree verdi) si può facilmente dedurre quale sarà la difficoltà che gli amministratori dovranno affrontare per far quadrare il bilancio di previsione 2011. Bilancio che dovrà essere approvato obbligatoriamente entro il 31 marzo.
«Mai come ora», afferma il sindaco Simone Albi, «i Comuni si sono trovati in uno stato di estrema ristrettezza economica. I risparmi decisi a livello centrale sono stati scaricati in gran parte sull'ultimo livello di governo del territorio, il Comune appunto, costringendo i primi cittadini, che si trovano a contatto diretto delle comunità, a svolgere la funzione di “carta assorbente” di tagli e criticità. Con il patto di stabilità i Comuni sono impossibilitati a produrre deficit: anzi, spesso non possono neppure spendere le risorse disponibili. Le norme che regolano tale patto sono orientate e prendono come riferimento il passato trascurando completamente la programmazione futura. Sono, comunque convinto che razionalizzando ogni tipo di spesa, come del resto abbiamo cercato di fare sin dal nostro insediamento, riusciremo, seppur a fatica, a far quadrare il bilancio previsionale anche se saremo costretti a significativi ridimensionamenti per i contributi e per i finanziamenti». «L'obiettivo dell'amministrazione comunale», aggiunge l'assessore alle finanze e tributi Gian Franco Olivieri, «rimane quello di far rientrare, nel corso dell'intero mandato, il Comune di lavagno in una tassazione in linea con la media regionale e nazionale. L'attuale situazione congiunturale, ma, soprattutto, i tagli, potrebbero imporre una temporanea battuta d'arresto sulla strada che occorre percorrere per raggiungere questo obiettivo». «Però - conclude – come amministratori siamo fortemente impegnati, pur fra mille difficoltà, a centrare questo bersaglio. Un primo passo l'abbiamo fatto già lo scorso anno con la riduzione del 10 per cento della Tarsu (la tassa relativa alla raccolta rifiuti). Del resto le iniziative, anche clamorose, come la chiusura dei municipi che alcuni Comuni veneti (quasi una ventina) attuano per protestare contro le inique norme che regolano il patto di stabilità e i relativi tagli che esso impone, dimostrano lo stato di malessere che serpeggia sempre più diffusamente tra chi è chiamato a rispondere alle esigenze dei cittadini potendo disporre di sempre minori finanziamenti statali».

 
Nuovo messaggio 06/03/2011 20.40
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Re: La politica 
Modificato Da federico  in 06/03/2011 21.48.18)

Negli ultimi anni Lavagno ha visto aumentare in modo considerevole il numero dei fabbricati nel proprio territorio.

Gli obiettivi erano far lavorare qualche impresa edile, aumentare il numero dei cittadini residenti, aumentare, di conseguenza, anche il gettito fiscale e le entrate comunali.

Purtroppo contemporaneamente il governo di Berlusconi ha cancellato l'ICI, tagliando una delle arterie principali del corpo dei Comuni. Restano, comunque, gli oneri di urbanizzazione.

A fronte di un forte aumento demografico, non sono stati potenziati i servizi ai cittadini:

- le scuole hanno spazi insufficienti e nei prossimi anni saranno costrette a vivere in quotidiana emergenza;

- l'acquedotto, che finalmente dopo decenni aveva raggiunto un buon standard qualitativo, è di nuovo "sotto stress", perchè deve alimentare le nuove lottizzazioni;

- la cultura come intrattenimento e sviluppo di idee e di impegno sociale è morta e defunta. Mancano le strutture, manca la qualità, mancano i giovani;

- lo sport sopravvive, ma non offre opportunità. Siamo più o meno fermi agli anni del campetto parrocchiale.

 

La crisi ha spezzato le reni a tutti i Comuni, il federalismo municipale da pura propaganda diventerà la fonte di molti guai, la classe politica al governa è una casta coesa intorno all'interesse personale.

L'attuale Amministrazione di Lavagno ha subìto le scelte della precedente Giunta, che fortemente ha voluto l'incremento urbanistico indiscriminato. Il risultato è un paese più brutto e più povero.

L'attuale amministrazione, d'altro canto, non riesce a migliorare le cose:

- non c'è ancora un'assistente sociale,

- i giovani preferiscono di notte dormire a Lavagno e durante il giorno andare altrove perchè "a Lavagno non c'è niente da fare, nè bei luoghi dove stare" (cito me stesso quando avevo 17-18 anni);

- non si agevolano, ma si intralciano le manifestazioni culturali di un certo spessore (vedi la Sagra del Patrono 2010);

- non c'è alcun progetto a medio o lungo termine (risparmio energetico, progetti educativi civici, formazione del cittadino, trasparenza interattiva);

- non c'è nè volontà, nè capacità di accogliere progetti o consigli finalizzati al miglioramento di servizi già esistenti (ad esempio, l'InformaGiovani);

- si tenta, fallendo, di creare un circuito virtuso commerciale con qualche mercatino di modello leghista: durata media tre mesi;

- si spende denaro pubblico per una nuova sede dei vigili, che forse non era necessaria ora.

L'impressione è quella di una giunta non unita, dove ognuno pensa a sè ed elabora attività individuali, e di un consiglio dove la minoranza si astiene sempre e non propone. Non c'è dialogo tra le varie parti politiche, solo rancori e cecità.

Dov'è l'interesse dei cittadini?

 

 

 

 

 

 
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Gli ultimi turbolenti anni di vicende giudiziarie non hanno certamente giovato al comune di Lavagno. Ora è il momento di mettere da parte le antiche liti e ripartire per ricostruire il nostro paese. Le problematiche non sono poche, i disagi e le carenze si fanno sentire e il rapporto Comune–cittadino ha subito profonde lacerazioni.

Dalla necessità di questa ricucitura RI-nasce Lavagno.it. Da un gruppo di giovani che vedono il loro futuro a Lavagno e vogliono poter collaborare attivamente alla sua ricostruzione.  

Lavagno.it è quindi prima di tutto un luogo di incontro giovane e dinamico, un luogo di informazione e di dialogo dove i cittadini possano ragionare sul futuro del loro paese e contribuire alla sua rinascita con serietà e voglia di vedere realizzati fatti concreti.

Lavagno.it non guarda né carte di identità né tessere di partito, è aperto a tutti anche a chi è appena giunto in paese e vuole farsi un'idea o dare una mano.

La redazione di Lavagno.it


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