da l'arena del 25 marzo 2010
Gli accordi urbanistici al centro della contesa
SAN GIOVANNI LUPATOTO. Stasera si riunisce il Consiglio comunale chiesto dall'opposizione
Chiesta più trasparenza sui criteri che consentono di poter costruire case in cambio della realizzazione di opere pubbliche per il Comune
San Giovanni Lupatoto. E' nel mirino la procedura adottata dall'amministrazione lupatotina per avviare accordi con i privati per la realizzazione di opere pubbliche in cambio della possibilità di edificare su alcune aree. I cinque consiglieri di minoranza (Luigi Biondaro, Remo Taioli, Aldo Marcolongo, Amabile Dal Sasso e Stefano Filippi) hanno chiesto un Consiglio comunale per discutere l'argomento, che si terrà stasera alle 20.30.
I consiglieri di opposizione chiedono in sostanza che, in attesa del Piano degli interventi (che è lo strumento urbanistico di realizzazione del Pat, il Piano di assetto del territorio), la maggioranza spieghi a tutti quali criteri ispirano la cosiddetta «urbanistica concordata» prevista dalla legge regionale e che si approvi il piano delle opere pubbliche definito dalla giunta, nel quale sono individuate le opere pubbliche che i proprietari di aree potenzialmente interessate a trasformazione in edificabili possono realizzare a proprie spese o concorrere a finanziare.
Spiega Aldo Marcolongo: «Occorre un quadro oggettivo di riferimento, pubblico e noto a tutta la cittadinanza e al quale tutti i cittadini possano attingere notizie. Devono inoltre essere resi noti i parametri di riferimento. Vogliamo che la Giunta e la maggioranza rendano noti con trasparenza i controvalori in euro per metro cubo che verranno corrisposti alla municipalità dal privato al quale siano state trasformate in edificabili le aree che oggi non lo sono. Questa scelta non può essere oggetto di una discrezionalità dell'amministrazione comunale».
Continua Marcolongo: «Ci risulta che una procedura ufficiale del tipo da noi suggerito sia stata messa in atto, per esempio, anche dal Comune di Schio, che sta percorrendo questa stessa strada. La via scelta non può essere quella della trattativa privata. I valori delle contropartite incassate dal Comune devono essere preventivamente stabiliti».
Le forze di minoranza chiedono anche «un'adeguata azione informativa che consenta ai cittadini di acquisire piena consapevolezza dei limiti e delle opportunità derivanti dagli accordi di programma in relazione alle residue potenzialità edificatorie dei terreni inseriti nel Pat». A fine gennaio l'amministrazione comunale aveva reso noto che intendeva ricorrere agli accordi con i privati offrendo, a chi voleva l'edificabilità, la realizzazione di un'opera pubblica. Era stato anche pubblicato l'elenco degli interventi previsti per il prossimo triennio, al cui interno chi era interessato a costruire poteva scegliere. Questa modalità era stata individuata tenendo conto dei limiti di volumetria edificabile previsti.
Il sindaco Fabrizio Zerman e l'assessore all'edilizia Giancarlo Rigo avevano precisato che per la trasformazione delle aree si sarebbe applicato il criterio dell'offerta di costruire un'opera pubblica da parte del privato. Si era anche svolto un incontro con geometri e architetti, che avevano mostrato apprezzamento salvo chiedere una proroga del termine per la presentazione delle proposte, spostato al 31 marzo.