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dico un po' quelle che sono le mie idee e quel che ho capito riguardo la questione:
i discorsi sulle tariffe a mio parere sono solo pretestuosi, il costo del'acqua è e rimane basso, c'è da sperare che pagando qualcosa in più le famigie si facciano finalmente qualche problema a sprecarla e che si dia maggiore spazio al risparmio della risorsa.
Se poi c'è chi non ce la fa a pagare un bene primario come questo allora si può pensare di aiutare i casi isolati di difficoltà..ma questi sono altri discorsi..
posizione più interessante e su cui si può discutere è quella espressa dagli esponenti leghisti i quali hanno chiesto di rinviare la decisione a dopo le elezioni regionali per capire quali saranno i piani del nuovo presidente della regione in materia acqua per poi decidere in modo "sereno" con tutte le carte in tavola.
Qualcuno può spiegarmi quali margini di legiferazione ha la regione? cioè, se il governo ha deciso che il 40% deve andare in mano ai privati la regione ha la possibilità di legiferare diversamente lasciando per esempio ai comuni l'intera gestione? è possibile che scompaiano le aato? quant'è probabile?
in pratica, che scenari si possono prospettare?
Altro punto: come segnalato da mirco il sindaco ha detto espressamente che il comune era nell'illegalità ad oggi avendo firmato accordo con aato e non avendolo mai rispettato (correggetemi se sbaglio). Ha detto anche che questa situazione di illegalità poteva far ricadere responsabilità per eventuali incidenti direttamente sulla sua persona. Come si può obbiettare a tale affermazione che è stata per altro confermata più volte dal segretario comunale?
l'adesione al servizio di acque veronesi non lo vedo come un dramma per la questione gestione, tariffe, etc (aato e acque veronesi sono ad oggi aministrate dagli stessi amministratori dei comuni..e l'ottica dell'industrializzazione del servizio, vedi legge galli e aato, a mio parere è giusta) Il problema grave potrebbe verificarsi in seguito alle scelte legislative in materia dei prossimi mesi che potrebbero far scomparire aato e portare a chissà quali conseguenze sotto il profilo dell'ingreso di privati nella gestione. |
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Allego il decreto "Ronchi" sulla privatizzazione dei servizi pubblici.
Ho evidenziato le parti interessanti (art.15).
Riflessioni:
- condivido l'opinione della Lega di Lavagno. Forse era il caso di aspettare le decisioni della nuova giunta regionale in merito;
- una decisione così importante andava condivisa con la popolazione, non tanto per l'aumento delle tariffe (è giusto far pagare di più l'acqua), quanto per il fatto che il 31 dicembre 2011 non si sa bene cosa succederà della nostra acqua.
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aggiungo che qui:
http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
all'art. 23 bis si trovano altri dettagli, in particolare:
comma7 - competenza regioni |
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Aggiungo anche un altro file che mi ha passato Luca. |
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lavagno. La delibera è stata votata dalla sola maggioranza mentre Pdl e Lega abbandonano l’aula per protesta
Rete idrica, la giunta «sposa» Acque Veronesi
Il sindaco Albi: «Vantaggi per tutti e non dovremo più pagare per i mutui che erano stati contratti
da l'arena Martedì 30 Marzo 2010
Anche il Comune di lavagno, come altri 74 della provincia di Verona, affida la gestione del proprio acquedotto al consorzio pubblico Acque Veronesi. Lo hanno deliberato i soli consiglieri di maggioranza perché sia il gruppo del Pdl, come quello della Lega hanno abbandonato l'aula.
«Il nostro», ha dichiarato il sindaco Simone Albi in risposta alle critiche dei consiglieri d'opposizione Massimo Moro (Pdl) e Gianni Panato (Lega), «è un atto dovuto che discende dalla delibera di adesione del Comune di lavagno all'Aato Veronese (Autorità ambito territoriale ottimale) per la gestione dell'acqua voluta da una amministrazione precedentemente. L'Aato Veronese, infatti, ha affidato la gestione degli acquedotti comunali a due consorzi: uno per i 20 Comuni della zona del Garda ed Acque Veronesi per i rimanenti». «Con la nostra decisione», ha aggiunto il sindaco, «noi saniamo la situazione anomala e illegittima del nostro Comune che aveva aderito all'Aato Veronese senza, poi, entrare nel consorzio Acque Veronesi».
Il consigliere Massimo Moro ha abbandonato l'aula ancora prima che il sindaco, il direttore di Acque Veronesi, Francesco Berton e il direttore dell'Aato Veronese, Luciano Franchini, illustrassero le motivazioni della delibera. «lavagno», ha sostenuto vivacemente Moro, «è autosufficiente con il proprio acquedotto e io non capisco perché vogliate cederlo. Non potevate aspettare finché la situazione nei riguardi della gestione dell'acqua si chiarisse? E se non siete in grado di gestire l’acquedotto, potevate fare a meno di mettervi in lista per il Comune».
«Non sempre la gestione privata è meglio di quella pubblica», gli ha fatto eco Panato chiedendo il ritiro della delibera ed esigendo dalla maggioranza l'impegno perché la gestione dell'acquedotto di lavagno rimanga nelle mani del Comune.
Per motivare la delibera proposta, il sindaco ha voluto fornire alcune cifre. Nel 2009 le entrate per la gestione integrata dall'acqua sono state di 375mila euro; le uscite di 659.622 euro. Dunque, le entrate hanno coperto solo il 56 per cento dell'intero costo del servizio. «Il nostro Comune», ha continuato il sindaco, «non dovrà più pagare in proprio 1.486.050,20 euro per ammortizzare i mutui contratti a favore dell'acquedotto. Soldi che si potranno impiegare per nuovi investimenti ed anche per abbassare le tasse». Prima della votazione, il sindaco ha voluto ricordare come l'amministrazione Molinaroli avesse già di fatto ceduto il 40 per cento della gestione dell'acquedotto comunale ad un privato, la Fen energia spa di Brescia, quando aveva creato «lavagno servizi», la società ora in liquidazione. «Con questa delibera», ha evidenziato Albi, «il Comune riafferma la piena proprietà pubblica dell'acquedotto».
Prima del voto, il sindaco ha fornito l'elenco dei vantaggi che deriveranno ai cittadini dalla gestione del servizio idrico integrato da parte di Acque Veronesi. In particolare l’eliminazione delle perdite di gestione, la tutela e sviluppo del patrimonio idrico pubblico a carico della Società che lo gestirà e il pronto intervento garantito 24 ore su 24 per tutti i giorni della settimana. «E ultimo, ma fondamentale», ha concluso Albi, «l'adeguamento del Comune di lavagno ai dettami della legge Galli che ha istituito gli Aato».G.C.
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Lavagno.it Reloaded
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Gli ultimi turbolenti anni di vicende giudiziarie non hanno certamente giovato al comune di Lavagno. Ora è il momento di mettere da parte le antiche liti e ripartire per ricostruire il nostro paese. Le problematiche non sono poche, i disagi e le carenze si fanno sentire e il rapporto Comune–cittadino ha subito profonde lacerazioni.
Dalla necessità di questa ricucitura RI-nasce Lavagno.it. Da un gruppo di giovani che vedono il loro futuro a Lavagno e vogliono poter collaborare attivamente alla sua ricostruzione.
Lavagno.it è quindi prima di tutto un luogo di incontro giovane e dinamico, un luogo di informazione e di dialogo dove i cittadini possano ragionare sul futuro del loro paese e contribuire alla sua rinascita con serietà e voglia di vedere realizzati fatti concreti.
Lavagno.it non guarda né carte di identità né tessere di partito, è aperto a tutti anche a chi è appena giunto in paese e vuole farsi un'idea o dare una mano.
La redazione di Lavagno.it
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