da l'arena 17 marzo 2010
Al via la liquidazione della «Lavagno servizi»
LAVAGNO. Il Comune e il socio privato hanno deciso lo scioglimento della società
Rimane il nodo del cogeneratore che garantisce il teleriscaldamento della zona industriale: si cercherà di tutelare l'unica attività rimasta 17/03/2010
La «Lavagno servizi srl» è arrivata al capolinea: la società gestiva la manutenzione ordinaria degli edifici comunali e l'acquedotto. Il 3 marzo l'assemblea dei soci, presieduta dall'architetto Roberto Carbognin, segretario il dottor Daniele Olivieri, riunita in municipio, con decisione unanime ha nominato liquidatore il dottor Flavio Rinaldi, dello studio commerciale Bettoni di Costa Volpino (Bergamo). Per il Comune di Lavagno, socio al 60 per cento, erano presenti il sindaco Simone Albi, gli avvocati Enrico Cascella e Lorenzo Leardini accompagnati da Renzo Zerbato, mentre Fen Energia spa, socio al 40 per cento, era rappresentata dal dottor Giovanbattista Inversini.
All'ordine del giorno della riunione lo scioglimento della società come richiesto all'Ufficio del registro delle imprese il 16 febbraio scorso dal consigliere Daniele Olivieri, rappresentante di Fen Energia spa.
L'assemblea ha delineato anche i criteri in base ai quali dovrà svolgersi la liquidazione: vendita dei beni, realizzo dei crediti, pagamento dei debiti ed eventuale ripartizione fra i soci dei crediti, o l'assegnazione delle fonti attive e passive in proporzione alle quote azionarie possedute da ciascuno. Il liquidatore, puntando al miglior realizzo, potrà cedere l'intera azienda, o parti di essa. Potrà anche cercare di conservare quanto c'è di valore nell'impresa, come l'impianto di cogenerazione, e governarlo provvisoriamente in modo da salvaguardare gli utenti attualmente collegati alla rete di teleriscaldamento che nella zona industriale di Lepia è gestita dalla «Lavagno servizi».
L'eventuale cessione dell'intero impianto, dell'immobile, di tutta l'azienda o del pozzo adiacente alla centrale potrà essere effettuata solo con l'approvazione da parte dell'assemblea dei soci riuniti in assemblea straordinaria. Il liquidatore è tenuto ad informare i soci ed il collegio sindacale, almeno ogni tre mesi, sull'andamento della società. In questa maniera si è anche concluso con un buon risultato, soprattutto nel garantire lo stipendio ai dipendenti della «Lavagno servizi», il compito, non certo semplice, che il Comune di Lavagno aveva affidato al dottor Eugenio Di Michele, esperto in ristrutturazioni e risanamenti aziendali.
«Prima di accettare il fallimento, col quale abbiamo perso tutto e tutti», commenta il sindaco, «ci è sembrato doveroso condividere la disponibilità del socio privato nel tentare il salvataggio dell'impianto di cogenerazione senza oneri per il Comune. Per questo è stato dato mandato al liquidatore di considerare l'ipotesi di un suo esercizio provvisorio al fine di continuare a garantire il servizio alle ditte collegate a tale impianto».
Giuseppe Corrà