Mercoledì 21 Luglio 2010 PROVINCIA Pagina 24
LAVAGNO. Relazione in Consiglio comunale sul pessimo stato finanziario della controllata Lavagno Servizi al ko per perdita d’esercizio Passivo oltre i 2 milioni di euro Il liquidatore: «Sto tentando di non far fallire la società» In vendita i beni per monetizzare Grossa la perdita di esercizio accumulata dalla Lavagno Servizi: 2milioni e 165mila euro. È questo il dato più significativo emerso in Consiglio comunale dalla relazione del dottor Flavio Rinaldi al quale, di comune accordo, sia l’amministrazione di Lavagno, che detiene il 60 per cento della società Lavagno servizi, sia la Fen energia di Brescia, proprietaria del rimanente 40 per cento del capitale societario, avevano affidato nel febbraio scorso il compito di liquidatore. La necessità di liquidare la società, ha sottolineato Rinaldi, nasce dall’accertamento dell’impossibilità del suo funzionamento e dalla mancanza del capitale minimo societario richiesto. Da qui l’assenza dei presupposti essenziali perché la società possa continuare a esistere e operare. E da qui anche la necessità di vendere i beni societari, cercando di realizzare il massimo del profitto e, nello stesso tempo, di garantire il servizio di teleriscaldamento che Lavagno servizi si era assunta nei confronti di ditte insediate nella lottizzazione Lepia a Vago. «Sto lavorando», ha concluso Rinaldi, per evitare il fallimento della società». «In questo caso», ha aggiunto il sindaco Simone Albi, «le conseguenze sarebbero ancora più gravi». Gianni Panato, consigliere d’opposizione della Lega Nord avrebbe voluto conoscere le reazioni del socio di minoranza di fronte alla relazione del dottor Rinaldi. Ma, per il momento, non ci sono ancora. Positiva, invece, la risposta alla sua seconda domanda che tendeva ad accertare se vi sia interessamento attorno ai beni della Lavagno servizi messi in liquidazione. Incredulità ha generato, sia tra i consiglieri comunali che nel pubblico presente, l’intervento dell’ex sindaco Dario Molinaroli quando ha chiesto se nessuno si domandi perché sia stato scelto un liquidatore bergamasco, quasi che l’essere di Bergamo possa essere una colpa.LUI STESSO però nn ha fornito la risposta alla propria domanda. «Si poteva», ha aggiunto poi con fare minaccioso, «arrivare alla liquidazione della Lavagno servizi con più tranquillità perché, se l’azienda fallirà, ce n’è per tutti». Anche qui non ha detto altro. «La situazione è quella delineata dal dottor Rinaldi e bisogna risolverla», ha concluso il sindaco. Il Consiglio comunale ha approvato, poi, con i soli voti della maggioranza (Molinaroli, nel frattempo, aveva abbandonato l’aula) altri 33.800 euro di debiti fuori bilancio per la vicenda delle multe ai semafori con telecamere del tipo Vista Red. Così le somme totali legate alla vicenda sono le seguenti: sono stati incassati 713mila euro come multe; 747mila euro il Comune di Lavagno ha dovuto sborsarli per rimborsare quanti si sono rivolti al giudice per contestare la multa. Per cui lo sbilancio ammonta a 34mila euro ai quali, secondo gli uffici comunali, vanno aggiunti altri 70mila euro per compensare il testo in cui gli impiegati comunali sono stati occupati a seguire la vicenda. Per cui, fino ad ora i cittadini di Lavagno ci hanno rimesso 100mila euro. E la vicenda non è ancora conclusa. Altri 16mila euro di debiti fuori bilancio sono stati approvati dai soli consiglieri di maggioranza per coprire le spese relative alle scuole dell’infanzia private a cui il Comune dà il proprio contributo.