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C'è da rimanere allibiti: ancora strade, svincoli, rotonde, cemento e asfalto ! Ma non ci si rende conto che aumentando le strade aumenta anche il traffico ?? E poi non ho ancora capito, a livello politico, chi è contro o a favore di cosa.
Girano foto e rendering, pubblicati sulla stampa, di come dovrà essere il nuovo polo sanitario: si dovrebbero invitare i responsabili ad illustrare il progetto nel corso di un incontro pubblico in modo che la popolazione possa rendersi conto di cosa sta nascendo. |
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Ecco oggi su "L'Arena" l'ennesimo articolo sul Quo Vadis.
Don Verzè compie 90 anni e dà sfogo ai suoi deliri senili sull'immortalità (articolo su Panorama).
L'articolo che allego puntualizza che, pur non essendo state richieste concessioni edilizie, il Comune di Lavagno ha comunque approvato il piano viario.
Come si fa a vigilare, come dice che farà il Sindaco Albi, se si fanno le strade prima ancora di sapere cosa si costruirà?
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 | mirco |
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Ho letto e sono rimasto allibito di fronte ad un giornalismo tanto supino ai potenti e superficiale nei contenuti . Come al solito se le tematiche non fossero così importanti e non ci riguardassero da vicino ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate: vita fino a 120 anni (ma facciamo anche 200, una gara a chi le spara più grosse, tanti chi lo smentisce o contarddice ? ); giardini pensil .... quella dei giardini pensili secondo me è la più bella!
Ridiamoci su ! |
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 | luca |
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DA L'arena:
IL PERSONAGGIO. Il religioso annuncia che sta per concretizzarsi nella sua Verona il centro sanitario che porterà gli uomini a vivere felici a lungo
Don Verzè punta tutto sul Quo Vadis
Camilla Ferro
Il fondatore del San Raffaele di Milano, nato a Illasi, compie 90 anni In un’intervista a «Panorama» racconta i suoi progetti, in primis il centro di ricerca da costruire sul colle di San Giacomo a lavagno
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Sabato 13 Marzo 2010
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PROVINCIA,
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pagina 29
L’ha detto lui, sottolineando così tutta la sua veronesità: «Sono uno s-cianco nelle mani di Dio». Lo s-cianco, domani, compie 90 anni. Se il Presidente lo consente - come amichevolmente don Luigi Verzè chiama il Padreterno-, e se il suo progetto di portare a 120 anni la vita dell’uomo diventa realtà, ne ha altri 30 a disposizione per costruire cliniche e trovare cure miracolose.
Il fondatore dell’ospedale San Raffaele di Milano, nato a Illasi nel 1920, uomo di Dio e pure suo manager sanitario, l’ha detto di nuovo dopo l’annuncio fatto nel 2007 in mezzo al campo d’erba di San Giacomo, a lavagno, quando posò la prima pietra del Quo Vadis insieme al Presidente (stavolta del Consiglio) Berlusconi: «Qui troveremo la ricetta per far vivere l’uomo felice fino a 120 anni». La pietra è rimasta sempre e solo quella ma nel frattempo la macchina burocratica s’è messa in moto: il Comune ha approvato il piano viabilistico, ha cioè dato il nulla osta alla rete viaria che porterà al centro sanitario ipertecnologico. Finite sulla carta le strade (del Signore), scatta la fase delle concessioni edilizie.
Don Verzè alla vita ultracentenaria ci crede. L’ha ribadito nell’intervista rilasciata a Giorgio Gandola su Panorama in edicola ieri in occasione appunto del 90° compleanno: «Sto lavorando a un progetto a Verona, nella mia terra natale, che insegnerà all’uomo come campare 120 anni sano nella mente, nel fisico e nell’anima». Troppo ottimista? No, risponde ironico il don imprenditore, perchè «Adamo visse 900 anni e Matusalemme 970, 70 in più perchè aveva meno preoccupazioni del primo che aveva commesso il peccato originale». Battute a parte, don Verzè non è un sognatore, nè un santone, nè un venditore di false speranze, ai malati fino ad oggi ha dato soluzioni scientificamente valide: «Centovent’anni dobbiamo riuscire a raggiungerli», ripete, «il San Raffaele nel mondo è sinonimo di ricerca e di assistenza di alto livello e con le scienze neurocognitive che stiamo approfondendo faremo grandi passi in avanti». Di più. «Ho un sogno», ha aggiunto, «sconfiggere il cancro, ci siamo vicini, presto ne parlerà tutto il mondo. Ma non voglio dire di più».
Il metaforico Quo vadis (Dove vai?), quindi, non è una bufala o una butade pubblicitaria creata ad hoc tre anni per far sfilare i potenti sulla collina di San Giacomo ma è la sfida più importante che nei prossimi anni impegnerà il sacerdote, supportato dallo stretto collaboratore Mario Cal direttamente nella sua terra, a casa. Questo uomo di Chiesa fondatore di imperi sanitari, novantenne con lo spirito di un ragazzino («ogni giorno è un punto di partenza, figuriamoci alla mia età con il tempo che passa più in fretta»), non c’è dubbio, realizzerà sulla collina di lavagno il suo sogno: un centro all’avanguardia dove curare le malattie mai sconfitte in tanti anni di battaglie mediche.
Domani alle 11.30 il prete illasiano sarà festeggiato al San Raffaele da amici e autorità. Oltre al Presidente suo amico Berlusconi ci sarà il cardinale Carlo Maria Martini.
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Lavagno.it Reloaded
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Gli ultimi turbolenti anni di vicende giudiziarie non hanno certamente giovato al comune di Lavagno. Ora è il momento di mettere da parte le antiche liti e ripartire per ricostruire il nostro paese. Le problematiche non sono poche, i disagi e le carenze si fanno sentire e il rapporto Comune–cittadino ha subito profonde lacerazioni.
Dalla necessità di questa ricucitura RI-nasce Lavagno.it. Da un gruppo di giovani che vedono il loro futuro a Lavagno e vogliono poter collaborare attivamente alla sua ricostruzione.
Lavagno.it è quindi prima di tutto un luogo di incontro giovane e dinamico, un luogo di informazione e di dialogo dove i cittadini possano ragionare sul futuro del loro paese e contribuire alla sua rinascita con serietà e voglia di vedere realizzati fatti concreti.
Lavagno.it non guarda né carte di identità né tessere di partito, è aperto a tutti anche a chi è appena giunto in paese e vuole farsi un'idea o dare una mano.
La redazione di Lavagno.it
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