Venerdì 24 Settembre 2010 PROVINCIA Pagina 27
LAVAGNO. La Terza commissione provinciale ha affrontato il nodo delle strade dell'ospedale che don Verzè vuole edificare sul colle di San Giacomo
Quo Vadis, il piano viario è sotto tiro
Sorpresa e disappunto dopo l'illustrazione dei progetti da parte del sindaco Albi: «Si favorisce il privato» De Beni: «La società ha già tutte le autorizzazioni»
Stupore, perplessità e disappunto bipartisan fra i membri della Terza commissione della Provincia, sollecitata dal capogruppo Pd, Vincenzo D'Arienzo, a valutare «i progetti viabilistici a supporto del nosocomio Quo Vadis di Lavagno».
Fin dalle prime battute, Samuele Campedelli, assessore provinciale alla programmazione e pianificazione territoriale, aveva chiarito che la Provincia non è mai stata invitata a pronunciarsi sul progetto relativo alla nuova sistemazione viaria a servizio dell'ospedale che don Luigi Verzè intende realizzare nella zona di San Giacomo, a Lavagno. Un solo parere, negativo, su questa opera la Provincia lo aveva espresso nel 2006 durante la precedente amministrazione guidata dal professor Elio Mosele. Ma era rimasto lettera morta.
A fare il punto della situazione è toccato, allora, a Simone Albi, sindaco di Lavagno. Il primo cittadino ha spiegato che per il piano attuativo Quo Vadis è stato già approvato dalla precedente amministrazione un Piano integrato di riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale che contempla la realizzazione di un beneficio privato (la realizzazione dei volumi edilizi dell'ospedale) in cambio di un beneficio pubblico (la nuova sistemazione viaria): una rotonda all'uscita della tangenziale Sud a Vago, il collegamento a un'altra rotonda in prossimità della chiesa posta all'entrata dell'oasi di San Giacomo, e una strada di collegamento parallela all'autostrada Milano-Venezia fino all'incrocio con via San Rocco e la rotonda delle Quattro strade. Opera già esistente in prossimità della pizzeria Girò. Il tutto per un costo di 13 milioni di euro a carico di Quo Vadis o di soggetti terzi.
Al Piruea è seguito nel dicembre 2009 un accordo di programma sottoscritto dai Comuni di San Martino Buon Albergo e Lavagno, dalla Regione e dall'autostrada Serenissima. Nell'accordo quei 13 milioni necessari per le opere sono a carico della Regione (9) tramite Veneto strade e della Serenissima (4). «Ho interpellato telefonicamente», ha aggiunto Albi, «il presidente della società Quo Vadis, l'avvocato Sardos Albertini, e mi ha informato che è imminente la gara d'appalto di questi lavori».
Il 3 giugno 2009 è stato depositato in municipio un progetto di massima degli edifici necessari per l'ospedale, ma senza nessuna richiesta di un parere da parte dell'amministrazione comunale.
Le parole di Albi, che si sono limitate alla semplice descrizione degli atti, hanno suscitato stupore, perplessità e disappunto fra i membri della commissione provinciale perché, a loro dire, il Quo Vadis si è scrollato di dosso tutto l'onere delle spese relative alla viabilità addossandole agli enti pubblici, perché la nuova viabilità andrà a sovrapporsi a quella già realizzata e perché la Provincia non riesce ad avere dalla Regione finanziamenti per realizzare strade di estrema necessità e questi soldi ci sono, invece, per un privato.(SEGUE)